Il piano regolatore dello Sport

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Il piano regolatore dello Sport

Lo sport è fattore di sviluppo sociale ed economico che coinvolge milioni di persone. Il patrimonio impiantistico costituisce una risorsa determinante chi opera nella promozione sportiva e nello sviluppo dell’attività motoria. Quest’ultima persegue diversi scopi: non solo la prestazione sportiva di alto livello, ma soprattutto fini educativi, formativi, sociali, nonché di tutela ambientale e di organizzazione stessa del territorio.

Il patrimonio sportivo di Roma Capitale è una ricchezza unica, con circa 170 impianti che vanno dalle piscine ai campi di bocce, dalle piste di atletica ai campi di calcio a 5. Il Comune di Roma possiede impianti di assoluto valore come lo Stadio delle Terme di Caracalla, lo Stadio Flaminio, il Pala Lottomatica, l’ippodromo di Capannelle etc. Purtroppo, da molti anni la gestione degli impianti è carente: i disciplinari di concessione sono scaduti e non rinnovati da anni, mentre i canoni di concessione sono in diversi casi irrisori (ad esempio: 51,65 euro annui per lo Stadio delle Terme di Caracalla e lo Stadio Pasquale Giannattasio).

È necessario un vero e proprio piano regolatore dello sport. Va effettuata, in primo luogo, un’analisi dell’esistente e dei bisogni: un censimento degli impianti sportivi comunali, municipali e degli impianti presenti negli edifici scolastici, con un’analisi  integrata  di  tutti  gli elementi del sistema sportivo in relazione al territorio, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo potenziale (pressione demografica, bacini d’utenza, censimento delle società sportive e dei praticanti) e effettivo (modalità di fruizione dei singoli impianti, loro tipologia e distribuzione sul territorio) degli impianti. Al tempo stesso, bisogna mettere ordine nella gestione degli impianti, attraverso i seguenti provvedimenti: revoca immediata degli impianti a chi, pur pagando un canone irrisorio, non ne garantisce manutenzione ordinaria e straordinaria; impedire realizzazioni di  nuovi impianti che si sovrappongano nello stesso bacino di utenza; promuovere bandi o manifestazioni di interesse per rigenerare, attraverso nuovi investimenti, tutti gli impianti in disuso o la cui concessione è scaduta e per le strutture negli edifici scolastici disponibili; consentire agli investitori, attraverso regole dettate da una regia pubblica, di realizzare attività imprenditoriali integrate al contesto sportivo che possano rendere sostenibili i piani di investimento.

Lo studio di settore per realizzare la pianificazione del sistema sportivo può essere sostenuto dal bilancio del Comune di Roma grazie alla maggiore efficienza nella gestione e ai conseguenti maggiori introiti. Il costo degli investimenti è totalmente a carico dei vincitori dei bandi pubblici o delle manifestazioni di interesse.

Occorreranno sei mesi per realizzare il censimento delle strutture esistenti e analizzare il contesto di riferimento, sei-nove mesi per la predisposizione dei bandi e lo svolgimento delle gare, sei mesi per l’aggiudicazione e l’avvio delle attività nel nuovo quadro gestionale.

La riorganizzazione del settore permetterà di ricavare maggiori introiti dalle concessioni degli impianti sportivi, con una contestuale riduzione della spesa per la manutenzione. L’efficientamento della gestione consentirà di disporre di maggiori risorse per le politiche dello sport.

Nella percezione della cittadinanza, l’adozione di un piano regolatore dello sport permetterà di rendere veramente trasparente ed efficiente la gestione del patrimonio di impiantistica sportiva del Comune di Roma. Saranno inoltre soddisfatti i rinnovati fabbisogni di pratica sportiva della cittadinanza, promossa la crescita delle associazioni sportive cittadine e create le migliori  condizioni per  organizzare eventi sportivi e momenti aggregativi.