Economia della bellezza

patrimonio culturale - Per un’economia della bellezza
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Per un’economia della bellezza

Roma è una città dalla vocazione culturale con una grande capacità di attrazione turistica. Il patrimonio storico-artistico, sedimentatosi nel corso di millenni, è una ricchezza che non ha eguali nel resto del mondo. Si tratta di una concentrazione di bellezza e di spiritualità che permette alla città eterna di costituire il centro dell’immaginario per tutto il mondo occidentale (cristiano) e, con l’allargamento dei flussi turistici da oriente, anche per i nuovi attori della globalizzazione (cinesi, indiani, giapponesi e arabi).

L’enorme ricchezza di questo patrimonio genera tuttavia una profonda difficoltà di manutenzione, soprattutto in un contesto di progressiva riduzione delle risorse pubbliche. Succede sempre più spesso che il lascito della storia cittadina sia percepito come una rendita passiva, che richiede costi di manutenzione, e non come un’opportunità attiva in grado di generare profitto, economico e sociale, per la comunità.

Per attivare le potenzialità dell’esistente bisogna rovesciare la visione del patrimonio come qualcosa da conservare, da tenere indebitamente chiuso. Si fa un censimento di tutti i beni al momento non aperti al pubblico, per i quali l’amministrazione comunale non riesce a garantire la tutela o la fruibilità. Tutti i beni risultanti vengono messi in un fondo di concessione a soggetti terzi (privati, terzo settore) e si pubblica un bando per la gestione. Il bando indica i termini della concessione, il soggetto interessato elabora un progetto di valorizzazione specifico. La concessione ha durata quinquennale, rinnovabile per tre volte. Al soggetto, che prende in gestione il bene, spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’apertura al pubblico continuativa, la programmazione culturale. L’amministrazione si riserva il controllo della corretta gestione del bene e un numero di giornate gratuite di fruizione dello stesso per attività istituzionali o benefiche.

Il capitale per la valorizzazione dei bene è di provenienza privata, inclusa la gestione e la manutenzione. L’amministrazione si mantiene una funzione di controllo, senza aggravio di partecipazione operativa.

Realizzare il censimento dei beni e pubblicare il bando di progettazione entro un anno. Realizzare le prime aperture nel secondo anno, entrare a regime di assegnazione nel terzo anno.

L’aumento dell’offerta culturale genera una diretta crescita dell’indotto turistico e un’indiretta crescita dei settori collaterali del terziario avanzato (commerciali e immobiliari su tutti).

Il ritorno a vita attiva di parte del patrimonio al momento inutilizzato è un vantaggio per la stessa cittadinanza romana, tanto in termini di fruizione, quanto nell’accrescimento del decoro complessivo della città.