Punto d’ascolto

30_corruzione_B
facebook-icon-romapuoidirloforte
twitter-icon-romapuoidirloforte

Punto d’ascolto contro la corruzione

La scoperta dei reati all’interno di strutture complesse è spesso resa difficile dall’opacità dell’organizzazione, la complessità delle procedure, la reciproca complicità dei suoi componenti. Per questo motivo, le normative di contrasto alla corruzione a livello internazionale e, negli ultimi tempi, anche quella italiana, individuano la figura del whistleblower, ossia colui che denuncia reati o illeciti di cui è venuto a conoscenza nell’ambito o in occasione del rapporto di lavoro. Il whistleblowing si scontra però con numerose difficoltà: oltre alla denuncia in sé, che secondo la legge italiana deve essere rivolta, nell’amministrazione, al diretto superiore, il timore di ripercussioni sul luogo di lavoro, l’eventualità di essere costretti a testimoniare, in caso di giudizio. È necessario quindi fornire ai dipendenti comunali un supporto giuridico, nella formulazione della denuncia, e la garanzia a tutela dell’identità, prevedendo la facoltà di raccogliere, ed eventualmente veicolare, la denuncia alle autorità preposte, mantenendo la segretezza dell’autore.

Istituire, anche in via sperimentale, presso il Comune, una figura professionale ovvero un punto di ascolto dedicato ai pubblici dipendenti che vogliano segnalare reati o illeciti di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito del rapporto di lavoro, con il compito di raccogliere, ed eventualmente veicolare, la denuncia alle autorità preposte. Questa figura avrà il potere di interagire, se necessario, con altri organi dell’amministrazione o con operatori economici privati, al fine di raccogliere ulteriori elementi a sostegno e verifica di quanto denunciato dal whistleblower, preservandone però l’anonimato. Essa potrà, in particolare, interagire con gli uffici incaricati del personale per assicurarsi che il whistleblower non subisca discriminazioni nella gestione del suo rapporto di lavoro.

L’introduzione di questa misura richiede l’ingaggio di una persona esterna all’amministrazione, per un costo di alcune decine di migliaia di euro l’anno. La corruzione è tuttavia un costo vivo per l’amministrazione, che ne risulta costantemente danneggiata e depauperata.

La figura incaricata di raccogliere le denunce dei whistleblower sarà individuata con un bando pubblico, da svolgersi nell’arco di tre mesi. La sperimentazione di questa figura sarà introdotta per un periodo iniziale di diciotto mesi.

Pur essendo difficile fare una stima sugli effetti economici diretti, sono stati spesso evidenziati, anche a livello internazionale, i danni, anche economici, causati dai numerosi scandali legati alla corruzione nella pubblica amministrazione. Il contrasto alla corruzione è quindi un elemento fondamentale del rilancio economico della città.

Incoraggiare e stimolare comportamenti virtuosi all’interno della Pubblica Amministrazione è necessario per migliorarne l’immagine agli occhi dei cittadini.